Live Forever: il significato del brano degli Oasis

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Già la copertina del singolo, che ritraeva la casa di Liverpool dove John Lennon trascorse la propria infanzia, mi aveva fortemente attirato.

Noel Gallagher la scrisse grazie a un tubo. Proprio così. Lavorava per un’impresa costruttrice della sua città, e rimediò un infortunio alla gamba a causa di un tubo che la colpì costringendolo a una lunga degenza a casa. Proprio durante quella pausa forzata si accese l’ispirazione.

Fece ascoltare la canzone al fratello Liam, che ne rimase talmente impressionato da chiedergli di entrare a far parte della sua band, i Rain, così si chiamavano prima di cambiare nome in Oasis. Il brano giocò un ruolo fondamentale, peraltro, nel convincere la Creation Records a scritturare il gruppo. “Probabilmente è il singolo momento più bello che abbia mai vissuto con loro”, così si espresse il capo della Creations, Alan McGee, ricordando quando ascoltò per la prima volta quel brano. 

Grazie a questa canzone nacquero gli Oasis e tutto quello che ne è seguito.

Noel se ne accorse subito di aver creato qualcosa di speciale, una di quelle canzoni senza tempo che piacciono a tutti al di là dei gusti e delle mode.

Sentite cosa ha dichiarato proprio sulla sua creatura:

“Per i primi due anni facevamo schifo. Le canzoni che scrivevo non erano grandiose. Poi un giorno scrissi una canzone di nome Live Forever e cambiò tutto. Dato che avevo un’enorme collezione di dischi, conoscevo abbastanza la musica e le canzoni per capire che con quel brano sarebbe cambiato tutto”. 

Una curiosità: ogni volta che eseguivano la canzone nei concerti, i fratelli Gallagher facevano proiettare, nel maxi schermo posto dietro la band, alcuni fotogrammi dei grandi della storia, quelli che “vivranno per sempre”, come dice il titolo del brano. L’ultima diapositiva che veniva mostrata era sempre quella che ritraeva la faccia di John Lennon e, quando compariva, Liam Gallagher lo omaggiava con inchini.

“Eravamo nel bel mezzo del periodo grunge, e ricordo che i Nirvana avevano scritto un pezzo intitolato “Odio me stesso e voglio morire”. Io non ero d’accordo. Sebbene adorassi Cobain, non ero disposto a tollerare una cosa simile. I ragazzini non avevano bisogno di sentire quelle sciocchezze senza senso”.

Queste le parole di Noel che ci fanno capire l’atmosfera che ha portato alla genesi del brano.

È come se Noel ci avesse voluto dire tra le righe di avere voluto contrastare il pensiero di Cobain, anche se la stima che ha sempre provato per lui è evidente date le molte dichiarazioni pubbliche fatte. Ma il messaggio depressivo della scena grunge non gli andava a genio, d’altronde ha dichiarato: «mi sembrava assurdo testimoniare i lamenti di un uomo che ha tutto. Io non avevo nulla, ma pensavo che svegliarmi la mattina fosse comunque la cosa migliore che potesse capitarmi, perché non sapevo dove sarei finito la sera. Ero senza soldi, ma riuscivo a vedere il bello della vita».

Questa riflessione si ritrova sia nella struttura anomala della canzone, che potrebbe andare avanti per sempre perché non esiste una distinzione evidente tra strofa e ritornello, che nelle melodie e nell’ottimismo ipotetico e sognante espresso dal testo. 

“Forse voglio solo volare / Voglio vivere, non voglio morire / Forse voglio solo respirare”. La vita è celebrata in tutte le sue sfumature. Perfino la pioggia fredda del mattino che ti inzuppa fino alle ossa diventa un motivo per sorridere e guardare con ottimismo davanti. Vivere per sempre è impossibile e allora che messaggio ha voluto davvero comunicarci Noel?

A mio avviso che dobbiamo sempre sforzarci di affrontare ogni singolo giorno mostrando totale fiducia in questa esistenza. 

La canzone nacque con la chitarra acustica. Per questo motivo questo video riflette a mio avviso meglio quella che era l’idea musicale iniziale di Noel:

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