Le dodici migliori serie tv di sempre

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Nel pieno dell’era d’oro delle serie tv, dove il mondo dell’intrattenimento si sta progressivamente spostando di fronte al divano di casa nostra e dove alcuni degli eventi più clamorosi su schermo avvengono in formato seriale godibile in streaming anche ad anni di distanza, esser consapevoli di quali siano le serie TV imprescindibili emerse negli anni è praticamente obbligatorio. E la cosa positiva è che c’è sempre tempo per recuperare, anche a tempo ormai scaduto, perché parliamo di produzioni di altissima qualità, che staccano le altre nonostante il tempo che passa.

Quelle che seguono sono le migliori serie tv mai realizzate, secondo una serie di criteri di giudizio che includono riconoscimenti, risposta di pubblico e ovviamente anche punti di vista soggettivi. Ma una cosa è certa: se siete alla ricerca di un grande classico da recuperare, bisogna sicuramente passare da questi dodici step.


Breaking Bad

Breaking Bad narra le vicende di Walter White, un professore di chimica che si ammala gravemente e, al fine di accumulare soldi per pagarsi le cure, decide insieme all’ex-studente Jesse Pinkman di sfruttare le sue capacità per prendere il controllo del mercato della droga.

Con la più alta valutazione, Breaking Bad è considerata da molti la migliore serie tv di tutti i tempi. (M. D.)


Black Mirror

Un’idea che, a pensarla a posteriori, non poteva non funzionare: far leva sulle paure che non sapevamo di avere, legate al futuro che sta arrivando e alla nostra incapacità di gestirlo nel modo corretto. Perché i cattivi non sono sempre gli altri, e i cattivi non sono sempre coloro che hanno il male dentro: possono essere anche quelli che hanno subito le conseguenze sbagliate del progresso, semplicemente perché lo hanno affrontato con leggerezza. Dunque può essere chiunque di noi.

È questa la potenza di Black Mirror: farci guardare allo specchio, metterci di fronte alle nostre potenziali debolezze e farci rivedere le definizioni di bene e male. La creazione di Charlie Brooker è ormai un cult della produzione distopica e una visione moderna imperdibile. (C. A.)


Lost

Andata in onda nel 2004 e considerata ormai la serie che ha cambiato il modo di concepire la fruizione televisiva, Lost rappresenta il genitore diretto di ogni serie moderna. La capacità di alimentare il mistero tanto a lungo, arricchendolo puntata per puntata, riesce a trasformare un incidente aereo in un viaggio alla ricerca della natura dell’essere umano e della vita stessa.

Successo clamoroso sul pubblico, ma come dice Frank Rose “l’importanza di Lost non si può ridurre solo agli ascolti che ha registrato. Perché Lost era televisione per la mente alveare.” (C. A.)


Chernobyl

La notte del 26 aprile 1986 alle ore 1.23 il reattore numero 4 della centrale elettronucleare di Černobyl esplose. La miniserie è un’accurata ricostruzione storica di questo disastro che sconvolse il mondo intero e al quale non si potrà mai porre davvero rimedio. Vengono narrate le storie di eroi che sacrificarono la loro vita per la possibilità di un futuro altrui.

Chernobyl, prodotta da HBO, è un capolavoro ed ha le migliori recensioni di sempre. (M. D.)


Twin Peaks

A partire dal 1990 è David Lynch quello che ha realizzato la perla assoluta del mondo delle serie TV. Perché Twin Peaks può sembrare oggi un mix di elementi noti dell’universo seriale: mistero, progressiva rivelazione della natura dei personaggi, coinvolgimento nelle emozioni dei protagonisti, persino il perfetto inserimento in una piccola comunità di montagna. Ma quel che rende Twin Peaks un caso a parte è la dimensione metafisica, quell’accostarsi al lato oscuro dell’essere umano che apre gli eventi a un’interpretazione del tutto diversa.

Puoi vederla in modi differenti, Twin Peaks: come una normale (benché prossima alla perfezione) serie thriller, o come una porta aperta nel nostro inconscio. (C. A.)


Game of Thrones

La serie è un adattamento televisivo del ciclo di romanzi Cronache del ghiaccio e del fuoco di George R. R. Martin. È ambientata in un mondo immaginario, narra le avventure di molti personaggi e la lotta per la conquista del Trono di Spade.

Game of Thrones detiene diversi record e con 47 Premi Emmy è diventata la serie televisiva di prima serata più riconosciuta dall’Academy of Television Arts & Sciences. (M. D.)


Better Call Saul

Si potevano avere buone aspettative dalla serie spin-off nata dopo Breaking Bad e focalizzata sul personaggio di Saul Goodman e sulla sua evoluzione da giovane avvocato con la voglia di riscatto a sinistro personaggio che piega le leggi al suo volere. Prometteva bene, sì, ma in pochi si aspettavano una serie capace di eguagliare (e per molti superare) la gloria di Breaking Bad. C’è sicuramente meno azione, ma una profondità di caratterizzazione insuperabile, capace di farti entrare nella psicologia di ogni personaggio, coinvolgendoti nell’intreccio di eventi e nell’evoluzione dei volti di ognuno.

Se con Breaking Bad Vince Gilligan ha dimostrato di saper costruire una storia acrobatica ai limiti del surreale, Better Call Saul è l’imprescindibile rovescio della medaglia, fatto di carne, sangue e tutti i sentimenti che arricchiscono la vita vera. Non si può vedere l’una e tralasciare l’altra. (C. A.)


I Soprano

Serie di culto che ha dominato gli anni ’90 americani, I Soprano narra delle vicende di alcune famiglie mafiose, dei loro interessi e intrecci, con al centro lo sviluppo economico/emotivo di una in particolare, quella dei Soprano e del loro capofamiglia Anthony. Nulla è lasciato al caso, dai riferimenti biografici dei singoli personaggi e le loro relative evoluzioni alle citazioni di scene memorabili di molti film, coinvolgendo la storia della società e le abitudini verso i quali i protagonisti dimostrano indolenza e irrequietezza. Negli Stati Uniti è considerata un vero spartiacque. (P. L. R.)


True Detective

True Detective è una serie tv che ad ogni stagione rinnova personaggi e interpreti. Un viaggio noir in archi temporali diversi, dove i poliziotti vanno a caccia di serial killer. Scritta in maniera magistrale da Nic Pizzolato e vincitrice di diversi premi, è sicuramente una visione imprescindibile per gli amanti delle serie tv. (M. D.)


Peaky Blinders

Attori eccelsi, una storia che ti rapisce fin da subito e un’atmosfera unica: Peaky Blinders racconta della famiglia Shelby, che gestisce la malavita di Birmingham tra bische, pizzi, corse truccate di cavalli, combattimenti illegali e omicidi. Ma è soprattutto uno spaccato perfetto dell’Inghilterra di quegli anni, intrisa di operai sfiniti e scontenti, di città distrutte anche moralmente dalla guerra, dall’IRA, di soldati rientrati con il disturbo post-traumatico, di sudditi infelici e di sudditi arrivisti, il tutto governato da un Churchill che diventerà di vitale importanza per il protagonista.

Non un singolo episodio debole: quello che ti dà e ti lascia Peaky Blinders è una dipendenza, uno stato d’animo perfettamente equilibrato tra soddisfazione e attesa. Quello che ogni serie dovrebbe fare. (A. P.)


House of Cards

La serie racconta gli intrighi della politica americana. Ambientata a Washington D.C. segue le vicende di Frank Underwood, un democratico che, da capogruppo di maggioranza della Camera dei rappresentanti, inizia una spietata scalata per giungere ai vertici del potere americano, aiutato da sua moglie Claire.

House of Cards ha riscontrato fin da subito un successo sia presso la critica che il pubblico, diventando la prima serie TV distribuita online a ricevere tante nomination. (M. D.)


How I Met Your Mother

A proposito di How I Met your Mother, chiunque potrà dire di aver vissuto realmente almeno una delle situazioni raccontate nelle ben nove stagioni. La sit-com, ideata nel 2005 da Carter Bays e Craig Thomas, racconta le vicende di un gruppo di giovani adulti newyorkesi, seguendo i ricordi del protagonista Ted Mosby. E lo fa nel più efficace dei modi: una sorta di ironica Ricerca del tempo perduto, fatta di scherzi del destino e della memoria, gag ricorsive e veri e propri colpi di sceneggiatura al limite della follia (l’ultima stagione, per esempio, ruota tutta attorno ad una singola giornata).

Nessuna serie ha mai descritto così bene le dinamiche che si creano in una compagnia di amici, e numerosi elementi sono diventati parte dell’immaginario quotidiano e del linguaggio. A metà fra Woody Allen e Friends, una storia che ha fatto scuola e ha vissuto nuova gloria con la sua nuova distribuzione da parte di Netflix. (M. P.)

Alla stesura di questo articolo hanno partecipato i seguenti collaboratori Auralcrave:
Carlo Affatigato, Micael Dellecaccie, Paolo La Rosa, Alice Pituello, Michele Piatti

Rating: 4.5/5. From 14 votes.
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One comment

  1. Si direbbe che l’autore non abbia mai visto (o non conosca) X-Files, Buffy e 24, altrimenti presumo che li avrebbe inseriti

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