Se la scelta dell’Università fosse un ordine al pub

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– Allora ragazzi, avete deciso?
– Uhm, credo di sì…
– Volete che ripassi fra due minuti?
– No, no. Ordiniamo. Chi comincia?
– Per me una facoltà umanistica!
– Anche per me!
– Anche per me!
– Pure io umanistica!
– Boni un attimo. Quante facoltà umanistiche? Su le mani. Tre, quattro, cinque.
– Per me giurisprudenza!
– Ha detto umanistiche!
– Giurisprudenza è umanistica.
– Ma no.
– Ti dico di sì.
– Senta, scusi, giurisprudenza è umanistica?
– No, non la consideriamo umanistica. È un po’ a parte.
– Visto?
– Ma sul menù è segnata sotto le umanistiche.
– È sbagliato, dobbiamo rifarli i menù. Ste umanistiche come le volete?

– Tutti Lettere vero?
– Io vorrei Lettere Antiche.
– Perché?
– Come perché? Perché mi piace il sapore fruttato di Lettere Antiche.
– Fruttato? Ma se sa di papiro? E poi a che ti serve?
– Aho, ma devo rendere conto a te? Potrò prendermi quello che mi pare o no?
– Ma prenditi qualcosa di sensato. Qualcosa che ti dia uno sbocco.
– Te sta sera vuoi solo vedermi sboccare!
– Scusa, Filosofia qual è che non la trovo?
– Quella con l’immagine di Abbagnano sulla bottiglia.
– E quanti gradi sono?
– Neanche mezzo.
– Davvero?
– Eh sì.
– Cioè posso star tranquillo?
– Guarda, c’è pure il caso che entro fine serata diventi professore di liceo. Allora, cinque umanistiche e una giurisprudenza. Poi?

– Una Scienze della Moda!
– Dai, cazzo.
– Cosa?
– S’era detto di prender roba seria e te ne esci co Scienze della Moda.
– A me piace.
– Eh, ci mettiamo pure l’ombrellino, la scorzetta di limone, Carrie e Samantha…
– Va be’, senti fammi una triennale in Economia.
– Meglio.
– Però con master in Fashion Communication!
– Mezzasega.

– Per voi?
– Per me un’Ingegneria.
– Avevi detto che pigliavi Lettere pure tu?
– No, ci ho pensato, meglio Ingegneria. Così mamma sta più tranquilla.
– Per me una facoltà di Medicina.
– Un’ottima scelta, purtroppo l’abbiamo terminata.
– Come terminata?
– Eh sì, il fornitore ce ne manda solo un certo numero e le abbiamo esaurite. Sembrava che mo volesse portarci una scorta illimitata, ma poi ha cambiato idea.
– E io mo che mi bevo?
– Guarda, se ti piace la facoltà di Medicina, come gusto io ti consiglio Farmacia che è molto simile, molto maltosa.
– Va bene. 
– Tre o cinque anni?
– Tre, per carità, domani mattina devo svegliarmi presto.

– Ottimo, per te?
– Mi fai una Matematica?
– Sicuro?
– Come sicuro, certo che sono sicuro.
– No, scusami, è che siamo tenuti a chiederlo.
– Perché?
– Matematica deve essere lasciata riposare dopo la spillatura e può passare un po’ di tempo prima che te la portino. Rischi di esser servito per ultimo.
– Quanto tempo?
– Bah, otto anni se ti va di culo con Analisi 1.

– Scusa, mi puoi fare una Scienze della Comunicazione?
– Va bene dal rubinetto?
– Va benissimo.

– Io invece vorrei che mi dicessi tu cosa ti piacerebbe ordinare.
– Ma io son la cameriera.
– Appunto. Immagino che nessuno te lo chieda mai.
– Okay, ho capito, segno una Psicologia ora se per favore puoi togliermi la mano dal culo. Voi altri?
– Per me un corso in Economia e Commercio, però adesso ti spiego come lo voglio. Vorrei una magistrale in direzione aziendale, un master alla LUISS e uno stage da Luxottica. Calice svasato, cappello di schiuma di tre centimetri, servito tra i cinque e i nove gradi. Meglio sette.
– E quanti cazzi!
– Ehi, so i soldi miei e li voglio spendere bene.
– Sì, ho capito, però quanto la fai lunga, è solo istruzione universitaria.

– Per te?
– Io ho un po’ di intolleranze.
– Eccolo che comincia…
– Senti! Ci va di mezzo la mia salute!
– Dimmi un po’ cosa non puoi ordinare e vediamo come posso aiutarti.
– Allora, io non posso prender niente che mi assicuri un futuro stabile, niente che mi costringa a frequentare, a fare esami scritti, vorrei pure non essere preso troppo sul serio dagli altri, da mio padre, dai miei amici. Ah, e mi piacerebbe poter fare la tesi sullo Studio Ghibli.
– Lo Studio Ghibli.
– Sì.
– Carriera?
– No, no per carità. Mi fa congestione. Vorrei mettermi alla prova con la giocoleria e l’accattonaggio.
– Segno un DAMS.

– Sociologia com’è?
– Buonissima, te la consiglio. La prendevo sempre anch’io.
– Ma te lavori in un bar.
– Esatto.
– Amari ne avete?
– Certo. Ho qui un dato Istat che registra un aumento della disoccupazione giovanile nell’ultimo mese. È abbastanza amaro?
– Abbastanza, grazie.

– Chi manca?
– Io.
– Cosa ti porto?
– Niente.
– Niente?
– No, io penso che dopo il liceo cercherò qualche corso fortemente professionalizzante, andrò spesso in biblioteca, m’ammazzerò di lavoro, viaggerò e metterò da parte qualche soldo con cui aprire un’attività in proprio che mi consentirà di arrivare all’età in cui i miei amici si saranno laureati con un’esperienza diretta, una conoscenza del mercato, una solida reputazione e un parco clienti tale da garantirmi stabilità economica e ottimi margini di crescita.
– Sicuro?
– Ma sì. Qualcuno li deve portare a casa sti ragazzi.

Questo articolo è un’opera di fantasia pubblicata originariamente dalla pagina Facebook “Non è Successo Niente” e gentilmente concessa ad Auralcrave per la ripubblicazione

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