Vent’anni dalla morte di Fabrizio De André: cinque storie per ricordarlo

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Fabrizio De André è senza dubbio uno dei cantautori più amati e stimati della storia della musica italiana. Non solo per l’autorevolezza con cui il suo spirito artistico si è affermato anche all’estero, grazie al suo lato storico più sperimentale, ma soprattutto grazie alla profondità dei testi e dei suoni, capaci di trascinarti via con note dotate di una malinconia tutta particolare.

Oggi, 11 Gennaio 2019, ricorre il ventesimo anniversario dalla sua morte, e sono tanti i modi con cui si può approfittare di questo giorno un po’ speciale per ricordarlo. Qui sotto trovate cinque storie Auralcrave, atte a celebrare cinque momenti particolari della storia di Fabrizio De André. Un modo per riviverlo a distanza, riscoprendo ciò che lo ha reso grande.


Non Al Denaro, Non All’amore, Né Al Cielo: l’elevazione poetica di De André

Uno degli album più allegorici del cantautore genovese. Dentro ci troverete matti, suonatori, medici, sapienti, blasfemi, chimici. Uno spaccato di vita da una dimensione in cui ognuno rappresenta qualcos’altro.


Amico Fragile: il brano più amaro e personale di Fabrizio De André

Fu lui stesso a definirlo così. Perché quanto negli anni ’70 partecipi alle feste, in quei luoghi in cui tutti si aspettano da te buonumore e empatia, De André aveva davanti gli occhi la bruttura del vivere superficiale. Da lì nasce una delle sue canzoni più amare.


La Buona Novella di Fabrizio de André e l’allegoria del Cristo rivoluzionario

L’album realizzato nel 1969, in pieno tempo di rivoluzione studentesca. De André affronta la questione in un modo completamente diverso, quasi antitetico: tramite la religione, la figura di Cristo e Dio. Una mossa che ovviamente scatenerà diversi attacchi…


Crêuza de mä: la world music d’autore inventata da Fabrizio De André

Un album inserito da David Byrne, fondatore dei Talking Heads e fine ricercatore non solo in campo musicale, tra i dieci dischi più importanti degli anni ottanta e definito primo album del genere world music. In effetti arrivò quattro anni prima di Passion di Peter Gabriel e due anni prima di Graceland di Paul Simon: quando De André sfoggiò una vena sperimentale inedita, anche a livello internazionale.


Anime Salve: l’ultima solitudine di Fabrizio De André

L’ultimo album di De André, realizzato a quattro mani insieme a Ivano Fossati, è un elogio alla solitudine: la solitudine ottenuta per scelta, per tenersi alla larga dalla maggioranza. Essere soli per essere liberi, per mille anni al mondo e mille ancora, e che bello il mio tempo, che bella compagnia.

Cover Image by Piakke

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