Le migliori colonne sonore di Danny Elfman

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Danny Elfman è stato uno dei compositori più rappresentativi degli anni novanta, coinvolto in titoli di enorme successo che vanno dai grandi blockbuster ai film più indipendenti passando anche per il piccolo schermo: oggi non è più la prima scelta delle grandi major per i titoli di punta e proprio per questo è il momento più giusto per riguardare la sua produzione passata e cercare di selezionarne i lavori migliori, ma questa operazione rimane comunque molto difficile.

Elfman nasce a Los Angeles il 29 maggio 1953 e, come successo a tanti altri musicisti della sua generazione, si avvicina al mondo della musica quando l’esplosione della new wave è ormai alle porte: con alcuni parenti e amici alle spalle esordisce come cantante e polistrumentista nella numerosa band degli Oingo Boingo a partire dal 1974. Il gruppo esisteva già da un paio d’anni con un altro nome ed era noto per le proprie performance al limite del surreale e per una line up che comprendeva una quindicina di membri e una trentina di strumenti diversi suonati durante gli show: con Elfman alla voce i Boingo incidono il loro primo album nel 1981 e nel giro di poco tempo raggiungono anche un discreto successo commerciale, tanto che pochi anni dopo Elfman viene contattato da un giovane regista esordiente di nome Tim Burton, che gli chiede di comporre la colonna sonora del suo film Pee Wee’s Big Adventure. È l’inizio di una grande storia: influenzato da Bernard Herrmann, Nino Rota, Philip Glass e dalla sua esperienza sperimentale coi Boingo, Elfman inizia da quel momento una collaborazione storica con Burton (che prosegue ancora oggi) ed entra nel mondo del cinema per guadagnarsi un posto tra i grandi maestri.

Quella che segue è una selezione di dieci lavori firmati da Elfman: non è una vera e propria top ten, ma una guida per conoscere meglio l’opera di questo grande compositore.


Batman

Siamo nel 1989 e Tim Burton è poco più che un illustre sconosciuto cui la Warner Bros ha affidato il compito della vita: riportare in auge Batman vent’anni dopo la serie tv di Adam West, con un approccio completamente nuovo, molto più cupo e con l’aiuto di un cast di serie A. La rinascita di Batman non poteva non passare anche per le musiche: Elfman cancella con un colpo di spugna il tema pop e scanzonato degli anni sessanta per consegnare un lavoro orchestrale cupo e senza tempo: il nuovo tema di Batman fa talmente presa sul pubblico che ancora oggi risulta indimenticabile, mentre il resto dello score è riempito da momenti gloriosi come la splendida Descent into mistery. Il capolavoro si ripete anche tre anni dopo con Batman Returns, quando Elfman consegna alla storia della musica da cinema un brano come Birth of a Penguin. Se esiste la musica perfetta per descrivere l’oscurità e le tenebre, i lavori di Elfman per Batman sono indubbiamente tra i più indicati


I Simpson 

Non si tratta di una vera e propria colonna sonora, dato che Elfman si è limitato a comporre il tema dei titoli di testa (su cui però si basa la musica della serie), però era impossibile non citare il suo lavoro su I Simpson e non metterlo ai primi posti: questo main theme è talmente conosciuto che ormai fa parte dell’immaginario pop collettivo. Forse è il lavoro di Elfman in cui emerge maggiormente l’influenza del grandissimo Nino Rota, con quel motivetto che entra in testa immediatamente, accompagnato da una serie di percussioni completamente folli e declinato secondo ogni influenza musicale del suo compositore, compresa una sezione di fiati da big band. Difficile trovare qualcosa di più rappresentativo per questo autore, che è riuscito a imprimere il proprio marchio su uno degli show televisivi made in Usa più importanti di sempre.


Nightmare Before Christmas

Un’altra colonna sonora da urlo per un’altra pietra miliare del cinema di animazione e non solo: per lo splendido Tim Burton’s Nightmare Before Christmas (che, ricordiamo, è diretto dal grande Henry Selick) Elfman rispolvera tra le altre cose le vecchie doti di cantante e presta la voce al personaggio di Jack Skellington durante gli ottimi momenti musicali del film. Quella che ne deriva è una delle colonne sonore più conosciute e vendute di tutti i tempi, un evergreen che torna ogni anno, valido sia ad Halloween che a Natale, come del resto lo è il film che accompagna. Come nel caso di Batman (e come accadrà spesso coi lavori composti per Burton) è davvero difficile immaginare oggi qualcosa di gotico senza avere in mente le musiche di Elfman: un traguardo che davvero in pochi hanno raggiunto. Da non perdere questa splendida esecuzione live


Spider-Man 

Siamo nei primi anni duemila quando Danny Elfman riesce ad entrare nuovamente nella storia componendo le musiche per i primi due Spider-Man di Sam Raimi, film fondamentali per lo sviluppo di quello che oggi è un genere cinematografico completamente autonomo. Per la creatura più importante del compianto Stan Lee, Elfman abbandona saggiamente i toni gotici ed esasperati adottati per Batman e per altre produzioni supereroistiche del decennio passato (Darkman, sempre con Raimi e la serie televisiva The Flash) e compone una colonna sonora e un tema più moderni e maggiormente in linea con lo spirito del personaggio senza però rinunciare alla pomposità che lo ha sempre contraddistinto: il nuovo tema è adrenalinico e coglie in pieno tutta la portata epica del personaggio. Durante la lavorazione di Spider-Man 2 Elfman ha uno dei momenti più spiacevoli della propria carriera quando una serie di liti furibonde con Sam Raimi interrompe momentaneamente una collaborazione decennale: i due faranno pace soltanto alcuni anni dopo.


Edward mani di forbice

Parlando di Danny Elfman si rischia di sfiorare la monotematicità citando i suoi lavori per Tim Burton, ma del resto la loro collaborazione ha toccato picchi talmente alti che è veramente difficile escludere i loro momenti migliori. Edward mani di forbice è una di queste vette. Per questa fiaba dark e malinconica come poche Elfman abbandona la sovrabbondanza strumentale che ha caratterizzato molte delle sue opere e consegna una soundtrack molto più minimalista del solito: scelta pienamente azzeccata dal momento che quello per Edward è uno dei suoi lavori più struggenti e memorabili, con momenti in cui restare indifferenti è semplicemente impossibile, come durante la splendida Ice Dance. Un film da vedere e un album da ascoltare il più possibile.


Will Hunting – Genio Ribelle

Uno dei film più famosi degli anni novanta, che ha lanciato le carriere dei giovanissimi Matt Damon e Ben Affleck (ventisette e venticinque anni rispettivamente) procurando loro un premio Oscar come migliori sceneggiatori e che davanti alla macchina da presa li vede recitare al fianco di un sempre grandioso Robin Williams, diretti da Gus Van Sant. Il lavoro di Elfman alle musiche di questo ottimo dramma post-adolescenziale è stranamente poco ricordato, quando invece siamo di fronte ad uno dei suoi lavori migliori in assoluto: sognante, malinconica e felice allo stesso tempo, questa colonna sonora accompagna splendidamente il film di Van Sant e il tema principale è un brano davvero ottimo, che si presta ad essere ascoltato più volte anche separatamente rispetto al film.


Men in Black 

Uno dei blockbuster di fantascienza più originali e meglio riusciti degli anni novanta, messo in cantiere dopo il trionfo di Le Iene (è noto che la produzione volesse proprio Quentin Tarantino alla regia, incassando il suo rifiuto dopo un lungo corteggiamento) e che ha reso Will Smith la star mondiale che è ancora oggi, dopo un successo travolgente al box office. Una sorta di Ghostbusters degli anni novanta a base di teorie complottistiche sugli alieni e che ancora oggi è estremamente godibile nonostante l’inevitabile invecchiamento della cgi. Messe un po’ in ombra dal singolo travolgente di Will Smith, le musiche di Elfman rimangono comunque memorabili: l’elettronica si fa strada tra le orchestrazioni, ma la mano del compositore è riconoscibile già dalle prime note. Un vero gioiello.


Sospesi nel tempo

Prima di cambiare in maniera irreversibile il cinema fantasy con Il Signore degli Anelli, il suo capolavoro assoluto, Peter Jackson era un regista davvero inclassificabile che riusciva a passare con disinvoltura dallo splatter più estremo e irriverente (Fuori di testa, Splatters) al dramma (Creature del cielo) e al finto documentario (Forgotten Silver): per questa commedia nera a tinte horror Jackson e la moglie Fran Walsh si avvalgono della produzione di un gigante del calibro di Robert Zemeckis, che affida loro Michael J. Fox nel ruolo del protagonista e Danny Elfman in quello di compositore. Il lavoro di Elfman per questo film non si discosta particolarmente da quello per la serie televisiva dei Racconti della Cripta, prodotta sempre da Zemeckis (che infatti voleva inizialmente trasformare la sceneggiatura di Jackson e Walsh in un episodio della serie) ma come sempre coglie e accompagna alla perfezione le atmosfere gotiche del racconto. Una colonna sonora meno nota è sicuramente da riscoprire insieme al film


Soldi Sporchi

Per questo ottimo noir di Sam Raimi (che sostituisce John Boorman alla regia ormai ad un passo dalle riprese), ambientato tra le nevi di un gelido Minnesota, Elfman compone forse la sua colonna sonora più herrmanniana e meno riconoscibile al primo impatto: una grande prova di versatilità per il compositore, che tra violini, chitarre e poche note al piano riesce a creare un’atmosfera veramente lugubre e perfetta per uno dei film più tragici e pessimisti degli anni novanta. Forse uno dei lavori più ingiustamente sottovalutati di Elfman, che durante la produzione incontra la sua futura moglie Bridget Fonda, che sposerà qualche anno dopo.


Mars Attacks!

Forse il film più divertente e irriverente di Tim Burton, una satira nerissima che colpisce tutte le categorie sociali degli Stati Uniti sotto un travestimento da sci-fi parodistico: in Mars Attacks!, ispirato ad una collezione di figurine dalle immagini splatter lanciata negli anni cinquanta, degli orribili e cattivissimi marziani decidono di invadere la terra e di non risparmiare nessuno, ma la resistenza umana ha armi inaspettate e soluzioni deliranti. Per questo progetto completamente folle e riuscitissimo, Elfman compone una colonna sonora che non potrebbe essere più lontana nello spirito da quello che farà un anno dopo con Men in Black: questa volta si rifà pesantemente alle vecchie colonne sonore sci-fi degli anni cinquanta, riprendendone e rielaborandone le sonorità più tipiche senza naturalmente rinunciare a far sentire la propria mano e il risultato è da applausi.

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