Freak Parade: l’enigma riflessivo del nuovo album dei Prowlers

Siete in giro, attorno a voi il silenzio più totale, ma d’improvviso sul vostro cammino si apre una grande voragine. Un sibilio si eleva dal suo interno, incuriositi vi avvicinate: una grande scala dorata porta in un posto che, data la lughezza della discesa, all’occhio umano diventa impercettibile. Si iniziano ad udire le parole del sibilio: “this is the way”, questa è la via. Vi piacerebbe addentrarvi all’interno di questa voragine, siete terribilmente esaltati al fatto di aver finalmento trovato il cammino che avete sempre desiderato, la vostra strada. Cautamente iniziate a scendere le scale, ma notate che alcuni rumori inquietanti vi impediscono di proseguire e vi respingono nella realtà che tanto aborrite. I rumori stessi sono la realtà, la rappresentano in ogni sua sfaccettatura. Vi districate sul luccichio della scala sulla quale oramai siete distesi. Provate a scacciare i tormentosi suoni che vi circondano. Ma attenzione! Il sibilio ricomincia, sempre più forte, incredibilmente aumentano i battiti, il cuore palpita. Cadete in un buco nero. La voce ha preso il sopravvento.

I Prowlers iniziano a suonare a Pesaro nel 2004, e dopo qualche assestamento la band è composta da: Luca Segatori (voce e chitarra), Alex Santoriello (chitarra), Leo Ruggeri ( basso) e Giuseppe Del Bianco (batteria). Nel 2013 entra a far parte della band a pianta stabile Massimo Trivento alle tastiere, proprio mentre il gruppo è a lavoro per le registrazioni del nuovo album Freak Parade.  Nel 2017  Francesco Vichi e Sebastian Magni Marcowicz sostituiscono Giuseppe Del Bianco e Leo Ruggeri rispettivamente alla batteria e al basso. Ed è proprio il loro ultimo lavoro, che iniziato nel 2011 e concluso nel 2016, incredibilmente vi trasporterà in atmosfere oscure e d’impatto immediato.

freakparade

“Nonostante non sia un vero e proprio concept album, ci sono tematiche che accomunano tutti i brani, infatti l’intero album parla di diversità, emarginazione, sfiducia nel prossimo e perdizione. I generi musicali vanno dall’hard rock al folk passando per la psichedelia e il progressive; nonostante la diversità dei generi si trova comunque in ogni brano un’atmosfera cupa e molto introspettiva”.

“Il titolo e il concept grafico illustrano bene lo sviluppo del progetto: infatti Freak Parade narra una serie di situazioni grottesche e disperate vissute da personaggi emarginati e ai limiti della società, che devono fare i conti con un sistema che non li accetta, con le conseguenze dei loro comportamenti devianti e con i tarli della propria psiche”.

I dieci brani presenti sviluppano atmosfere scomode e intriganti, nutrono un immaginario composto da personaggi disperati che vivono al limite della società e sentimenti scuri, ma in fin dei conti comuni, che spesso vengono accantonati e rimossi, rimpiazzati da argomenti più semplici e compiacenti. I Prowlers compongono un mosaico complesso sia a livello musicale, sia a livello concettuale, snocciolando canzoni molto diverse sotto il punto di vista compositivo e emozionale; l’album spazia dal rock al folk e ci presenta personaggi e situazioni parossistiche, visioni oniriche, pur sempre ancorate ad una concezione della realtà cruda, spietata e votata all’ineluttabilità.

Musicalmente la sperimentazione e la contaminazione di genere sono elementi portanti; in questa crosta multicolore si possono trovare le paure infantili, le delusioni della maturità, la rassegnazione, ma anche la voglia di ribellione e il desiderio di redenzione. Gli arrangiamenti e la scelta dei suoni sono appaganti ad onta delle atmosfere che invece sprofondano nell’inquietudine e naufragano nel dubbio.

Un viaggio introspettivo scomodo ma irresistibile, i Prowlers puntano i riflettori sulle zone lasciate in ombra, dragano fondali abbandonati, fanno breccia nella refrattarietà delle apparenze in un percorso frammentario che privilegia un fermento di sensazioni costruito e inesorabile.

Il singolo Joseph Merrick riassume appunto le tematiche dell’album: il protagonista del video (e della canzone) catalizza i sentimenti di cui l’opera è pregna, nella sua mostruosità commuove e disgusta allo stesso tempo.

Dei Prowlers vi sorprenderà il viaggio introspettivo che vi indurranno a fare, a volte avrete la sensazione di stare a scalare una montagna data la serietà degli argomenti presenti nell’album, la riflessione sarà spontanea e immediata.

Prowlers
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Testo: Gabriele Caramia

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