Pasquale Aprile: i piaceri proibiti di un blues ancora vivo

La musica porta sempre dentro di sé un mondo: quello dell’autore, che deve eroticamente sedurre il “fruitore”, ma che una volta riuscito nell’intento, mette a nudo le sue esperienze. La musica di Pasquale Aprile conquista proprio grazie alla sua ricchezza, e la sua musica è viva, ricca, perché questo musicista vi ha messo dentro tutto il suo percorso di vita, pieno di esplorazioni su e giù per il mondo e contaminazioni culturali che hanno formato la sua brillante ed eccentrica personalità artistica.

Nato a Nola (NA), si laurea al conservatorio di Salerno con lode e, dopo la docenza in musica e sassofono, prosegue con esperienze europee (Spagna, Francia, Germania). Tappa cruciale dei suoi numerosi viaggi sono gli Stati Uniti: si esibisce un po’ ovunque, tra Memphis, New Orleans, Chicago, etc. Così come i Foo Fighters che, nel loro viaggio quasi contemporaneo a quello di Pasquale, sono in giro per l’America a prendere ispirazioni culturali e musicali per la realizzazione di Sonic Highways, Pasquale nella “terra promessa” realizza la necessità di un album che racchiuda questo percorso, per imprimerlo come sempre ha fatto, attraverso le frecce che sono le note musicali; le più veloci e profonde esistenti nell’espressione artistica.

E così, come nella copertina dell’album Riding With The King di B.B. King ed Eric Clapton, saliamo su una bella e comoda decappottabile e ci lasciamo guidare da un re del blues-rock italiano, in un viaggio di sola andata verso il fiume Mississipi, il luogo della storica nascita del blues, che da il nome al singolo che presenta l’album Crossing My Mind.

Bastano pochi secondi per comprendere la qualità dei suoni, in gran parte suonati da Pasquale stesso (armonica, chitarra, sassofono) e che accompagnano la sua voce potente e piena. Basti vedere come questa cambi a seconda delle esigenze in Chose Me, una vera chicca dell’album.

Passato e presente si fondono. L’Armageddon che voleva distruggere il rock non è riuscito a realizzare pienamente il suo compito: alcuni edifici vecchi vengono restaurati, sulle macerie di altri nasce nuova linfa vitale. Questo è lo spazio concettuale di Crossing My Mind. Il blues sembrava fosse ormai morto. E con esso quella maniera diretta, immediata di comunicare. Ma non è così, perché è risorto. E comunque si, per fare blues ci vuole cuore. E Pasquale Aprile, fortunatamente, ne ha da vendere.

“Il blues è semplice da suonare, ma difficile da sentire”
Jimi Hendrix

Pasquale Aprile
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Testo: Michele Ragno

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