Without You I’m Nothing dei Placebo: gli anni d’oro dell’alternative rock

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C’era una volta (negli anni ’90) MTV, un canale musicale di tutto rispetto fatto di video musicali, interviste e classifiche, di sicuro molto distante dall’MTV che conosciamo oggi, intriso di reality show, ragazze incinte e sitcom di dubbio gusto. Ovvio, ci si trovava davanti ad un chimichurri di stili musicali, si passava dall’ascoltare le Destiny’s Child o la pop star di turno, al guardare l’MTV Unplugged dei Nirvana.

Alla fine degli anni ’90 ci siamo imbattuti in qualcosa di unico e diverso. No, non era Britney Spears, era un video in bianco e nero che aveva come protagonista questa persona (non si capiva se uomo o donna) che si lanciava da un palazzo ma invece di schiantarsi a terra iniziava a camminare in verticale sul fianco del grattacielo. La canzone si intitola Pure Morning ed è un perfetto mix di chitarre, basso al massimo volume, ritornello potente e ridondante e voce inconfondibile. Loro erano i Placebo.

Nel 1998, precisamente ad ottobre, uscì uno dei migliori dischi del decennio, così valido che perfino il nostro amato e compianto Bowie aveva deciso di parteciparvi. Il titolo era molto esplicativo, chi lo acquistava sapeva già cosa aspettarsi. Without you I’m Nothing dei Placebo è un concentrato di chitarre distorte, canzoni lente e piene, brani veloci e profondi ma soprattutto è pieno dell’anima di Brian Molko, cantante e chitarrista, di Stefan Olsdal, bassista e di Steve Hewitt batterista. Ancora oggi è considerato il lavoro migliore del gruppo che di fatto si è evoluto verso suoni più orecchiabili e radiofonici.

Il secondo singolo estrapolato dall’album fu Every Me Every you, che non è una canzone d’amore come può trasparire dal titolo, ma è una canzone sull’amore che si consuma e si esaurisce, una canzone sull’amore usa e getta. Questo brano lo potete trovare anche nella soundtrack del film Cruel Intentions con Sarah Michelle Gellar, Reese Witherspoon e Ryan Phillippe. You Don’t Care About Us è il terzo ad uscire, anche qua troviamo ansia, nichilismo e malessere che sono fondamentalmente il leitmotiv dei Placebo.

La title track Whithout I’m Nothing è il quarto singolo uscito però senza un video ufficiale, mancanza che viene sopita dal fatto che in questa canzone la chitarra la suona David Bowie oltre a fare da seconda voce. Su YouTube trovate una bellissima versione live del brano suonata insieme al Duca Bianco.

L’ascolto di tutto l’album fila via liscio come l’olio, è quasi impossibile non impararlo a memoria ed è giustamente smorzato da brani più lenti come My Sweet Prince, The Crawl o Ask for Answers, è arricchito con canzoni leggere e dall’apparenza positive tipo Summer’s Gone e Allergic e rafforzato da altre particolarmente veloci, quasi a richiamare l’headbanging, ad esempio Brick Shithouse e Scared of Girls.

Without You I’m Nothing è un disco completo e pieno di piacevoli sorprese che non puoi fare altro che ascoltare e riascoltare in continuazione. Non stanca mai e non stanca nemmeno la voce di Brian Molko, così fredda, particolare, nasale ma che nel contesto risulta perfetta. Un album rivelatosi una pietra miliare dell’alternative rock, che rispecchia benissimo l’epoca nel quale è uscito: un’epoca strana fatta da persone che si dividevano in chi andava in discoteca e chi no, chi ascoltava la Spears e chi amava Marilyn Manson; un’epoca in cui MTV trasmetteva video e programmi di una certa importanza, un’epoca che sentiva il profumo del millennio e dell’avvenire.

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