Godblesscomputers, Solchi: un disco che ti conosce già

Quegli album che metteresti su quando sei solo con te stesso, quando viaggi in mondi introspettivi in un’“ossimorica” pretesa di relax. Quegli album che ti fanno credere a una placida calma corporea, ma che in realtà scaraventano fuori il tuo più intimo io e lo mettono su un tavolo, davanti a te.

Per dimostrarti che ti conoscono già.

Forse proprio per questo l’album di cui parliamo si chiama Solchi, di Lorenzo Nada, classe ’84, in arte Godblesscomputers.

Lo metti su, quest’album, e graffia solchi nella tua anima rilassandoti con suoni che riportano a risvegliate scoperte sensoriali, veicolate dalla sapienza stilistica di chi sa manipolare il suono.

Di chi sa riconoscerlo e sa utilizzarlo, sintetizzando le sensazioni dell’animo umano con un campionatore di emozioni,  parliamo di vera musica.

Lorenzo nasce a Ravenna nel 1984. Da ragazzo simpatizza per il genere hip hop in una realtà distante da quella che poi scoprirà nel suo soggiorno berlinese, durato diversi anni, in cui il suo lavoro si aprirà alle frontiere della tecnologia, senza mai tradire però il sapore di casa e le proprie radici. Torna infatti in Italia, a Bologna, dove attualmente risiede.

Un intreccio tutto internazionale, quello di Solchi, vengono parlate più lingue qui, quella della musica black, di quella elettronica, della kalimba,  in uno stile, però, tutto italiano.

Perché se in Solchi scopri una parte di te, la riscopri in un mood fatto tutto di eleganza e stile, un groove trascinante, come un raffinato componimento mix di hip hip e jazz quale è quello di How About U, in feat. con un Davide Shorty che ci parla di Libertà.

È esperienza, Solchi, è esperienza di Lorenzo. Dentro c’è il racconto di un ragazzo che ha avuto la lungimiranza, in una realtà provinciale, di guardare in se stesso e ritrovare un gusto per formare uno stile. Uno stile raffinato poi, nell’esperienza berlinese e sublimato qualche anno dopo in questo lavoro.

Lorenzo, che viene da un mondo in cui la materia delle cassette occupava ancora totalmente la sua quotidianità da non fargli ancora pensare  alla vastità di una sintesi elettronica.

Lorenzo, che poi ha scoperto il computer tanto da benedirlo, e da mettervisi a lavoro al mattino presto, tutti i giorni.

Lorenzo che, in Solchi, ci crea una vera e propria stanza musicale, riempiendola di suoni ambientali che possano farci adagiare prima della partenza di quella melodia che graffia un solco nel nostro io.

È proprio per questo che l’album è già in qualche modo connesso a noi. Lorenzo si preoccupa infatti di stabilire un’atmosfera confortevole, suoni ambientali e naturali che si fondono con note raffinate, con composizioni polistrumentali (vedi Records, composta a quattro mani con Ricky Cardelli che suona tastiere, flauto in un funk che ben si sposa con l’elettronicità di Nada), con linee melodiche che in qualche modo ci riportano a casa durante l’ascolto, ci trasmettono impulsi  positivi.

In Solchi c’è infanzia e crescita, viaggio e ritorno, c’è esperienza di vita, studio e linguaggio ma sopratutto, in questo viaggio, c’è una crescita. Una crescita che ha permesso alla stoffa di Lorenzo di vestirlo di uno stile elegante e raffinato, risultato di studio e consapevolezza personale e musicale.

Solchi rimane,  ti si attacca addosso.
Solchi ti conosce già.

Eccomi
Sono sveglio adesso
Ieri era lo stesso
E prima ancora
Ero solo finora
Con solitudini vecchie
Giovani e andate

godbless

Godblesscomputers
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Testo: Fabiana Falanga

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