Dimenticarsi di esistere: Beatrice Antolini canta i pericoli moderni

Parlarvi di Beatrice Antolini come una delle musiciste più eclettiche e innovative che abbiamo in Italia, capace di una musica intrigante e piena di sfumature ed energia, sarebbe dirvi qualcosa che probabilmente avete letto già altrove, tra le pagine delle tante riviste musicali che ne hanno lodato le doti negli ultimi anni. Per questo preferiamo invitarvi ad osservare il video ufficiale di Second Life, primo singolo estratto dall’album di prossima uscita L’AB. Osservarlo con attenzione, cercando di coglierne le sfumature:

Qui non abbiamo solo l’efficacia di uno stile musicale fuori da ogni genere, capace di parlare alle paure, alle sensazioni primitive dell’ascoltatore. Qui abbiamo soprattutto un’artista con un messaggio forte, tatuato direttamente sul proprio corpo: il simbolo del pericolo moderno che marca a fuoco la nostra vita, quelle combinazioni di caratteri tanto diffuse nel web che si stampano sul suo corpo nudo, cercando di toglierle l’umanità che tutti proviamo a tenerci stretti, in quell’abbraccio finale. Tutt’altro che esibizionismo: Beatrice Antolini non ha mai fatto nulla per farsi notare. Il suo corpo è qui parte integrante della sua dimensione artistica. L’unità dell’arte che avvolge ogni aspetto dell’essere umano, compresa la presenza fisica.

L’AB è il quinto album della polistrumentista marchigiana, in uscita il 16 Febbraio per La Tempesta Dischi. Già dalla copertina dell’album, realizzata dalla visual artist bresciana Dorothy Bhawl, sono chiari sia i messaggi di avvertimento verso i rischi della vita nel mondo 2.0, sia la componente fortemente esistenziale del nuovo lavoro. Il suo nome crittografato secondo l’uso internet, un corpo che perde ogni forma, sostituita dai grafemi della tastiera, il viso che ha ormai perso la sua realtà.

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La copertina dell’album

L’ultimo singolo è Forget To Be e ribadisce il messaggio che l’artista vuol far passare attraverso questo disco: “Forget To Be rappresenta una condizione, quella del “dimenticarsi di essere”, del non preoccuparsi abbastanza di comprendere chi si è veramente”, preferendo abbandonarsi al mondo dei social media, in cui “possiamo sembrare molto appagati di noi stessi, nascondendo il vuoto profondo che deriva dall’esserci dimenticati di esistere.” È quello che può permetterci di fare la virtualità di un monitor: evitare il dolore. Ma “Evitare il dolore significa evitare la propria crescita e la propria realizzazione.” Il video ufficiale è qui sotto.

L’album promette suoni intriganti e canzoni capaci di conquistare, per via di quel loro mix perfetto di appeal immediato e complessità che si rivela negli ascolti successivi. Ma non solo: sarà il piacere di vedere di nuovo alla prova una delle personalità più interessanti della nostra scena musicale, capace di sorprendere disco dopo disco.

Sussurro cose irreali
(e dimentico di esistere)
Aggrappata a una luna stanca
Il silenzio è insopportabile

Beatrice Antolini
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