Unknown Pleasures: l’urlo esistenziale di Ian Curtis e l’avvento della dark wave
La sorda e martellante batteria di Stephen Morris, una lieve scarica, un grido strozzato che si continua a esprimere passando sul potente giro di basso distorto e avvolgente di Peter Hook, l’anima punk che cerca di uscire, e poi la chitarra di Bernard Sumner, sì, leggeri tagli che ti entrano in testa, e poi “Ho … Leggi tutto Unknown Pleasures: l’urlo esistenziale di Ian Curtis e l’avvento della dark wave
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