Listen Without Prejudice: George Michael e la svolta della maturità

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In seguito al grandissimo successo internazionale di Faith, il suo album di debutto dopo la fine degli Wham, George Michael era tra gli artisti di punta degli anni ’80 e le venticinque milioni di copie vendute da solista avevano confermato il talento espresso durante gli anni accanto a Andrew Ridgeley: Listen Without Prejudice Vol. 1, in uscita nel settembre del 1990, sembrava potesse ripeterne il percorso e porre l’artista di origine greca tra le sicure stelle del nuovo decennio.

Listen Without Prejudice Vol. 1 si apre con Praying For Time (quasi una personale versione di Imagine dell’autore), che conferma una diversa consapevolezza sociale anche in Mother’s Pride, dove fa riecheggiare la dolente amarezza delle conseguenze della guerra. La dolce ballata Something To Save, la stupenda e sognante Cowboy & Angels e They Won’t Go When I Go (cover del brano di Stevie Wonder) rappresentano l’apice di Listen Without Prejudice Vol.1, che comunque non disdegna momenti squisitamente pop come Heal The Pain, Waiting For That Day e Soul Free (che sembra uscita dal canzoniere della Motown). Freedom (pezzo dall’anima dance con inserti gospel) è la canzone più rappresentativa dell’album e della nuova attitudine di George Michael, che si dissocia apertamente da come era stata proposta la sua immagine negli anni precedenti: quella parte della sua vita non tornerà più e lui desidera essere qualcosa di diverso, di migliore, di quanto proposto a uso e consumo di MTV e del target adolescenziale di riferimento.

Il video del singolo, girato come gli altri dell’album senza che il cantante vi appaia, ha come protagoniste alcune delle top model dell’epoca (Linda Evangelista, Cindy Crawford, Naomi Campbell, tra le altre) e si caratterizza inoltre per la distruzione dei simboli della vecchia immagine di George Michael, come la chitarra, il juke-box e il giubbotto di pelle, che contraddistinsero il video di Faith.

Il disco raggiunse rapidamente le prime posizioni nelle classifiche, ma non riuscì a ripetere i grandi numeri espressi da Faith, fermandosi comunque sugli otto milioni di copie vendute. La casa discografica considerò Listen Without Prejudice Vol.1 (per cui era previsto nel 1991 un Vol. 2, che poi non vide la luce) un mezzo fiasco, viste le aspettative, anche perché troppo lontano dalle sonorità di Faith: George Michael aveva scelto per il suo nuovo lavoro un’atmosfera con venature jazz più intimista ed essenziale che, se da un lato ne confermò la caratura di artista, dall’altra gli fece perdere parte del suo seguito più legato al pop.

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George Michael ai tempi di Faith

Inoltre, l’ammutinamento e l’aperta polemica nei confronti della Sony furono solo il primo atto di una vicenda che durò anni: tutto partiva dai tempi dei Wham e dall’insofferenza del cantante nel vedersi ridotto a sex symbol e non essere preso sul serio come songwriter. Dopo lo scioglimento del duo non cambiò quasi nulla, ma, anzi, per certi versi George Michael finì ancora più imbrigliato dall’immagine di macho sciupa-femmine che gli venne costruita attorno. Con Listen Without Prejudice Vol.1 le cose sarebbero dovute cambiare e per questo l’artista decise di boicottare la promozione dell’album, in modo da rendere netta la cesura con la precedente parte della sua carriera.

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La copertina di Listen Without Prejudice Vol.1

Il suo netto dissenso su come era stata gestita la sua immagine negli anni precedenti sembrò sulle prime il solito capriccio della star viziata, che sputava addosso al piatto dove aveva mangiato fino a quel momento (tanto che la Sony non intervenì quasi per nulla), ma alla lunga si rivelò molto più complessa. I bassi dati di vendita di Listen Without Prejudice Vol.1 (almeno rispetto alle altissime aspettative) inasprirono gli animi e resero ancora più tesa la situazione tra George Michael e la casa discografica, che, di fatto, divennero separati in casa.

Sul finire del 1993 il cantante portò la Sony in giudizio per richiedere l’annullamento del contratto, vista la netta differenza di vedute riguardo alla gestione della sua carriera. Nel frattempo la morte del suo compagno Anselmo Feleppa (cui poi dedicherà Jesus To A Child) spinse George Michael verso la depressione, amplificata anche dall’impasse che si era venuta a creare dopo essersi visto respingere dalla legge la richiesta di divorzio dalla Sony. Solo attraverso un accordo extragiudiziale George Michael potè uscire dal suo contratto e firmare per la Virgin (che praticamente acquistò il suo contratto dalla Sony, ben felice di liberarsene).

Nel 1996 George Michael riprese la sua attività e pubblicò Older: in quello che è considerato il suo album migliore e più maturo, proseguì il percorso musicale di Listen Without Prejudice Vol.1, il disco in cui decise di mettere al primo posto la sua musica.

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Luca Divelti scrive storie di musica, cinema e tv su Rock’n’Blog e Auralcrave. Seguilo su Facebook e Twitter.

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