Spirit, l’album politicamente impegnato dei Depeche Mode

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Spirit è uscito ufficialmente il 17 Marzo, disponibile in streaming su tutte le principali piattaforme musicali (qui sotto trovate quello Spotify) e fin da subito sono iniziati a circolare nel web diversi giudizi, alcuni più estremi e altri più moderati. In mezzo a tutto ciò, vale la pena chiarire quali possano essere gli obiettivi, le ambizioni dei Depeche Mode, dopo 37 anni e 13 album: di certo non fare l’album-capolavoro (cosa che, al di là dell’età e dello stato di forma attuale, ai Depeche Mode non è mai importato nemmeno nel loro periodo migliore – la loro è sempre stata una storia di percorsi e direzioni più ad ampio respiro e il valore della band si misura sulla discografia, non sui dischi singoli); e nemmeno di fare l’album che faccia parlare il più possibile di sé (l’hanno precisato più volte, non è il loro “album politico”, sebbene abbia un’attenzione verso temi appartenenti alla società contemporanea maggiore del solito). Semmai, l’intenzione è di fare un altro disco che affermi l’identità della band e catturi ancora giovani ascoltatori alla riscoperta della loro discografia, possibilmente evitando le recensioni troppo negative avute per gli ultimi due album Sounds Of The Universe e Delta Machine.

Una volta ricollocato l’album in questi termini, è subito più facile farsi un’idea sulla riuscita di Spirit e il controllo che i Depeche Mode continuano ad avere su loro stessi. L’intenzione di dare la scossa quantomeno alla critica ha funzionato, e la mossa di scegliere come produttore James Ford (Arctic Monkeys, Klaxons, Simian Mobile Disco) invece del collaboratore di lunga data Ben Hillier ha avuto gli effetti sperati. Ci sono ancora le stroncature e le posizioni severe, certo, ma accanto a queste son molti i giudizi che hanno apprezzato il disco e confermano il valore della band come espressione di una musica che va ancora ascoltata, a tutte le età, e che resta ancora attuale. E in fondo tanto basta. Poi c’è anche l’energia, l’impronta oscura, la passione di Gahan in ogni traccia di Spirit, la maturità, l’equilibrio, la voglia di non strafare né di rilassarsi e tutti gli altri elementi che fanno di Spirit un disco comunque dignitoso. Ma quelle sono solo conferme del fatto che il disco ha raggiunto gli obiettivi che si era imposto. E lo si può dire già due giorni dopo l’uscita.

7 / 10

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