Coldplay e The Chainsmokers, la collaborazione che non convince

Sembrava un ormai consueto live set quello a cui The Chainsmokers si preparavano dinnanzi alla platea dei Brit Awards 2017 lo scorso mercoledì sera: una postazione per ciascuno dei due ragazzi, a destra e a sinistra del palco (in stile Disclosure) e un kabuki alle spalle su cui, all’improvviso, viene proiettata la sagoma gigante di un profilo maschile noto al pubblico che comincia a cantare sulle prime note di un brano. Nel giro di un minuto, il telo viene risucchiato via, come sempre accade, et voilà! Lui è Chris Martin, con band al seguito, e quel tripudio di luminescenze e vernici fluo che sta prendendo forma in diretta televisiva accompagna una collaborazione inedita fra Coldplay e Chainsmokers.

La canzone, lanciata su iTunes e piattaforme affini subito dopo la performance, s’intitola Something Just Like This, ma per quanto ci dispiaccia ammetterlo, non ci ha trasmesso quel piacere aurale provato in ben altre circostanze. Dopo Rihanna, Avicii e Beyoncé (e sebbene il singolo sia in realtà volto a promuovere l’album di debutto del duo americano), questo inatteso sodalizio musicale ci sa tanto di ennesimo articolo trendy pescato a poco prezzo nel cesto delle occasioni da smerciare, con il nullaosta della casa discografica dei Coldplay, la britannica Parlophone Records. Sì, perché parliamo di elettronica all’ultimo grido, tendente alla future bass, addolcita da una nostalgica linea di piano che guida la voce di Martin fino a quando la base non esplode in un’ariosa turbolenza synth, comune a gran parte delle ultime produzioni dance/trap (nonché peculiarità tipica del Future Bass, appunto). Con l’apparente declino dell’EDM in ambito pop, pensavamo di esserci liberati di beatdrop e interludi strumentali vari, e invece eccoli ostinarsi a riaffiorare ancora qua e là, come centro propulsore del pezzo, occupando il posto che, di norma, dovrebbe spettare al caro vecchio ritornello cantato. Ma non è tutto: per la gioia del riciclo, avete presente la sequenza incriminata? Bene, riascoltatevi adesso Roses (brano sconosciuto ai più, pubblicato dai Chainsmokers prima del successo ottenuto su scala mondiale grazie a Closer) e capirete meglio a cosa alludiamo.

A salvare il salvabile in corner ci pensa un giro di chitarra finale che s’intreccia con l’electro wave del brano, prevalendo su quest’ultima e donando, finalmente, l’agognato imprinting dei Coldplay alla traccia (merito di Jonny Buckland). Peccato però che ciò accada solo a partire dal minuto 3:16, e non prima. La più euforica A Sky Full Of Stars, giusto per citare un termine di paragone consono, permetteva di trovare comunque il giusto compromesso tra gli stilemi caratteristici del gruppo e la progressive house di Avicii, in quel vortice di sintetizzatori simil rave strausato dal DJ svedese nel 2014, evitando così il piattume in cui, al contrario, Something Just Like This casca inesorabilmente.

Cari Chris e colleghi, è proprio il caso di dirlo: stavolta non ci siamo.

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