Le petizioni online per la difesa dell’immagine di Britney Spears

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Change.org è un portale di petizioni online presente in tutto il mondo, spesso usato dagli utenti internet per far sentire la propria voce a istituzioni o multinazionali stando comodamente seduti a casa. Una di quelle cose di cui ai tempi dei social network si aveva un tremendo bisogno, insomma. In passato, in America, il portale ha ospitato petizioni feroci come quella che intimava ad Adidas di iniziare a produrre scarpe di pelle finta per salvare le mucche e quella a favore di una app Pokémon Go per ciechi. In Italia una delle più popolari fu quella che chiedeva di annullare la penalità a Valentino Rossi nel 2015. Insomma, il luogo perfetto per chi vuole salvare il mondo.

E dalla settimana scorsa, due nuove battaglie stanno infuocando il portale americano. La prima contro la copertina del nuovo album di Britney Spears Glory, che a dire dei fan “non rifletterebbe la qualità della musica che Britney sta producendo in questo momento” (sembra che stia per starnutire, aggiungiamo noi). E l’altra, ancora più indignata, per la richiesta di pubblicazione del video originale di Make Me…, non quello qui sopra ma quello inizialmente girato da David LaChapelle, che è stato rifiutato dal management per ragioni non del tutto chiare: qualcuno dice perché il video era troppo sexy, qualcun altro perché era una sequenza di immagini in cui non si capiva niente. Il che non sarebbe completamente privo di verità, a giudicare dagli estratti del video censurato pubblicati da Tmz: ci sono bellimbusti che fanno ginnastica in appartamento con Britney e una tigre che beve latte dalla ciotola, una tv che vola dalla finestra e G-Eazy che rappa dal fondo della piscina.

Noi ve lo diciamo perché, lo sapete, ci teniamo a tenervi informati su quanto di importante succede al mondo. E anche per darvi la possibilità di rispondere prontamente a chi si indigna per gli italiani che non protestano mai, a differenza delle vere battaglie sociali che infuocano i cittadini delle altre nazioni. Fight the gentism.

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