Le teorie psicologiche moderne applicate ad Azealia Banks

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È brava, Azealia Banks. Di sicuro è un appassionata lettrice di saggi psicologici e deve aver letto l’ultimo libro di quella psichiatra statunitense sull’emotività nella psiche femminile: avrà letto che le caratteristiche umorali delle donne sono un vantaggio evolutivo che le rende più orientate verso il riconoscimento delle condizioni degli altri, specialmente dei figli, e che pertanto non vanno inibite. E si sarà gasata a mille. Si sarà detta “sì cazzo, è questo il pregio di essere donna e da adesso non oserò mai più nascondere i miei istinti“. È scienza, bro. Quindi quando è uscito il nuovo video di Zayn (qui sotto), la parte di Azealia Banks amante di scienza e psicologia ha dato il meglio di sé. E anche alla domanda “ma perché mai dovresti andarti a guardare il video di uno degli One Direction?“, lei avrà risposto con le mani in aria: “perché siamo donne e il mondo ha bisogno del nostro istinto! E poi lui è così cariino“.

Poi quando l’ha visto… ecco, l’istinto ha preso il sopravvento. Prima, quando era ancora nel pieno del suo controllo, ha pubblicato questo mini-confronto su instagram dove scriveva qualcosa del tipo “Zayn copia i visual di un mio vecchio video ma non me la prendo perché lui è una tortina carinissima” (cutie pie potrebbe diventare il suo prossimo nickname). Poi, quando lui le ha risposto “ehm, vedo che ti dimeni ma sinceramente me ne shbatto” (con la h, e la faccina che ride), è stato lì che ad Azealia son partiti i cinque minuti di scienza contemporanea applicata e ha iniziato una serie di tweet chiamali-se-vuoi-umorali in cui definisce Zayn uno “sporco negro“, “frocio“, “puttanella che sa di curry” (non di coriandolo) e “figlio di una lurida rifugiata che non merita asilo politico“. Purtroppo la comunità musicale inglese non ha capito che questa è pura scienza, non i deliri di una psicotica, e ha reagito in blocco contro di lei. Ah, l’ignoranza.

È finita che la rapper americana è stata immediatamente cancellata dal Born & Bred festival di giugno (con una dichiarazione che la tocca d’eleganza dicendo che “il festival celebra una cultura dell’accettazione che include chiunque“) e subito dopo Twitter le ha sospeso l’account. Questo è successo la settimana scorsa ed è stato allora, probabilmente, che le basi scientifiche del profilo comportamentale di Azealia sono iniziate a scricchiolare. Lentamente. Molto lentamente. Tipo che le ci è voluto qualche giorno per un primo, timidissimo accenno di scuse che diceva “scioè, non mi dispiace per quel che ho detto” (sia mai) “ma per come possono essersi sentiti gli altri” (è colpa loro, insomma), e quasi una settimana per rilasciare un comunicato ufficiale di scuse, venuto fuori questo weekend, che dice: “ho permesso alla mia rabbia di prendere il controllo e sono riuscita a insultare milioni di persone in un giorno solo. Mi dispiace“.

E così anni di studi psicologici scientifici soccombono di fronte alle necessità mediatiche di accettazione e conformismo sociale. La Azealia paladina della disinibita espressione dei propri istinti ha dovuto cedere, e ora non potremo più assistere alle sue dichiarazioni sempre così lucide e mirate, come quella volta che disse all’esponente repubblicana Sarah Palin di come le servirebbe un lungo membro nero e di cosa dovrebbe farci. Che peccato. Intanto negli Stati Uniti c’è già abbastanza materiale per un nuovo studio: quanti giorni servono a una adolescente cresciuta male per capire le cazzate che fa ogni giorno.

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