Le teorie psicologiche moderne applicate ad Azealia Banks

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È brava, Azealia Banks. Di sicuro è un appassionata lettrice di saggi psicologici e deve aver letto l’ultimo libro di quella psichiatra statunitense sull’emotività nella psiche femminile: avrà letto che le caratteristiche umorali delle donne sono un vantaggio evolutivo che le rende più orientate verso il riconoscimento delle condizioni degli altri, specialmente dei figli, e che pertanto non vanno inibite. E si sarà gasata a mille. Si sarà detta “sì cazzo, è questo il pregio di essere donna e da adesso non oserò mai più nascondere i miei istinti“. È scienza, bro. Quindi quando nel 2016 è uscito il nuovo video di Zayn (qui sotto), la parte di Azealia Banks amante di scienza e psicologia ha dato il meglio di sé. E anche alla domanda “ma perché mai dovresti andarti a guardare il video di uno degli One Direction?“, lei avrà risposto con le mani in aria: “perché siamo donne e il mondo ha bisogno del nostro istinto! E poi lui è così cariino“.

Poi quando l’ha visto… ecco, l’istinto ha preso il sopravvento. Prima, quando era ancora nel pieno del suo controllo, ha pubblicato questo mini-confronto su instagram dove scriveva qualcosa del tipo “Zayn copia i visual di un mio vecchio video ma non me la prendo perché lui è una tortina carinissima” (cutie pie potrebbe diventare il suo prossimo nickname). Poi, quando lui le ha risposto “ehm, vedo che ti dimeni ma sinceramente me ne shbatto” (con la h, e la faccina che ride), è stato lì che ad Azealia son partiti i cinque minuti di scienza contemporanea applicata e ha iniziato una serie di tweet chiamali-se-vuoi-umorali in cui definisce Zayn uno “sporco negro“, “frocio“, “puttanella che sa di curry” (non di coriandolo) e “figlio di una lurida rifugiata che non merita asilo politico“. Purtroppo la comunità musicale inglese non ha capito che questa è pura scienza, non i deliri di una psicotica, e ha reagito in blocco contro di lei. Ah, l’ignoranza.

È finita che la rapper americana è stata immediatamente cancellata dal Born & Bred festival di giugno (con una dichiarazione che la tocca d’eleganza dicendo che “il festival celebra una cultura dell’accettazione che include chiunque“) e subito dopo Twitter le ha sospeso l’account. Questo è successo nel 2016 ed è stato allora, probabilmente, che le basi scientifiche del profilo comportamentale di Azealia sono iniziate a scricchiolare. Lentamente. Molto lentamente. Tipo che le ci è voluto qualche giorno per un primo, timidissimo accenno di scuse che diceva “scioè, non è che mi dispiace per quel che ho detto” (sia mai) “ma un po’ sì per come possono essersi sentiti gli altri” (è colpa loro, insomma), e quasi una settimana per rilasciare un comunicato ufficiale di scuse, venuto fuori qualche giorno dopo, che dice: “ho permesso alla mia rabbia di prendere il controllo e sono riuscita a insultare milioni di persone in un giorno solo. Mi dispiace“.

E così anni di studi psicologici scientifici soccombono di fronte alle necessità mediatiche di accettazione e conformismo sociale. La Azealia paladina della disinibita espressione dei propri istinti ha dovuto cedere, e ora non potremo più assistere alle sue dichiarazioni sempre così lucide e mirate, come quella volta che disse all’esponente repubblicana Sarah Palin di come le servirebbe un lungo membro nero e di cosa dovrebbe farci. Che peccato. Intanto negli Stati Uniti c’è già abbastanza materiale per un nuovo studio: quanti giorni servono a una adolescente cresciuta male per capire le cazzate che fa ogni giorno.

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