Album: Beyoncé – Lemonade

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Al solito, quando si parla di nomi blasonati la risonanza mediatica oscura tutto il resto e il rischio è dimenticarsi della musica in sé. Quindi l’avvertimento per voi è: non fatevi distrarre. Mantenete il focus. Perché è vero, l’album è stato annunciato a sorpresa questo weekend, trasmesso sabato sul canale televisivo statunitense HBO con un video per ogni traccia, pubblicato su Tidal e corredato da un papiro infinito di credits che comprende tra gli altri James Blake, Kendrick Lamar, Diplo, Jack White, The Weeknd e Ezra Koenig, quindi ci sta che i magazine si siano scatenati ed è facile averne già abbastanza prima ancora di ascoltare il disco. Ma voi fate attenzione.

Non cascate nell’errore di ritrovarvi già stufi prima ancora di ascoltare. Perché Lemonade è – a sorpresa, questa sì – un disco notevole, che merita la vostra attenzione per ragioni squisitamente musicali. Sarà la presenza dei nomi sopra (tutta gente che sa bene come fare della musica originale), ma il risultato è ben lontano dal solito album pop/r’n’b con nulla in più da dire rispetto ai colleghi. Prima di tutto è un album sentito, che ha qualcosa da dire: in molti han fatto notare il ruolo importante dei testi, legati alle infedeltà vissute nella relazione con Jay-Z, e lo stesso titolo Lemonade riprende quel detto sulla “vita che ti offre limoni“. E poi è un disco compatto, fatto di canzoni che non stanno lì solo in attesa di uscire come singoli ma compongono un percorso preciso di cantautorato intimo, spesso malinconico, spessissimo lontano da qualsiasi predisposizione naturale al rilascio sui canali commerciali.

Focalizzate l’attenzione. Concentratevi su pezzi caustici come Daddy Lessons, su un ballata classica come Sandcastles, su una traccia oscura come 6 Inch, e riflettete su quanto diversa Beyoncé appaia oggi rispetto alle sue colleghe popstar: concreta, forte dei propri contenuti, esente dalla necessità di far scalpore usando aspetti extramusicali (qualcuno ha detto Rihanna?). Una bella prova di autorevolezza che non vedevamo da tempo nel mondo della musica ad altissima visibilità, di solito preoccupato più per quanto l’album possa funzionare sul grande pubblico che per quanto sia ispirato. Infatti ora il gioco più intrigante sarà vedere come reagirà il pubblico nei prossimi mesi, alle prese con un disco meno facile, più profondo dei soliti dischi pop. Una volta tanto.

7,5 / 10

Vedi anche:

beyonce-super-bowlYou can taste the dishonesty: la dignità di Beyoncé sui tradimenti di Jay Z

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