Beatles, A Day in the Life: storia e significato del brano

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Il titolo è: A day in the life, un giorno nella vita. Nella versione dell’album la canzone inizia con lo scroscio finale di un applauso, offrendo così una sensazione sospesa. Come quando a fine di uno spettacolo i pensieri si raccolgono estraniati tra il senso della vita ed il suo racconto, tra ciò che vedevamo prima dello spettacolo e come ci appare diversa ogni cosa per qualche istante dopo. Figuranti anche noi nella vita. Un momento felice di verità, per certi versi dolce. Così che per qualche istante ci ritroviamo nel cuore della vita.

Dopo questo scroscio di applausi, il brano prosegue con un accompagnamento di chitarra, incalzata dal ritmo di alcuni accordi di piano e basso insieme, voluti da McCartney per dare enfasi all’arrivo della voce di Lennon, opportunamente modificata. Una sirena psichedelica e tenera in una svagata lucidità della vita. Accompagnata da una bellissima linea di basso, che dà profondità e accompagnerà tutto il brano.

Ci mostra frammenti di cronaca: l’immagine di una folla, vista di spalle intorno ad un’auto incidentata di un nobile inglese, una fantasmagorica ed ironica vittoria dell’esercito inglese accolto dalla folla che li acclama e si gira. Cosi da poterci estraniare nel vissuto.

Un aspetto della Poetica di Lennon e’ in una sua celebre frase: “La vita è ciò che ti accade mentre fai altri progetti”, che inserì nella sua canzone Beautiful Boy, dedicata a suo figlio.

Per Lennon la vita è in quella misteriosità del tempo, che scorre e può essere colto solo dall’incanto dell’arte. Il tempo della canzone, come nella sua visione della vita, e’ pervaso nella sua ritmica così sospesa. Per mostrarlo arriva nel brano una vertigine musicale di ben 45 orchestrali che suonano contemporaneamente, dalla nota più bassa a quella più alta, come se rivelassero il principio di tutto, la verità della vita.

The Beatles - A Day In The Life
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La canzone è frutto della collaborazione più assidua, un medley di due brani pensati separatamente in origine, dai due maggiori geni della musica rock pop contemporanea: Lennon, McCartney.

Finita la prima parte di Lennon arriva la seconda, quella originariamente scritta da Paul McCartney. Con il suo stile tipicamente più energico e positivo, non parte con il finale di un applauso bensì con lo squillo di una sveglia. Un ritorno alla vita quotidiana, in un ritmo incalzante. Si avvertono le scale scese di corsa la mattina da ragazzo, l’affanno per il ritardo, le scale risalite nell’autobus. Dove si addormenta stanco, in un mondo tutto suo. La vita ritorna allora al suo mistero, stavolta rivelato nella quotidianità da Paul.

Sul finale la voce-sirena iniziale di John Lennon si unisce al ritmo di McCartney per concludere nella vertigine dei suoni. Conclude con la frase : “I love you turn on”, mi piacerebbe accenderti. Un invito ad una persona amata alla vita nella vita, che ci sfugge se non stiamo attenti.

In questa canzone si riesce a trasferire questo senso di lucidità e di verità, una costante ricerca dell’equilibrio. Il brano finisce con un unico accordo di pianoforte prolungatissimo, a segnare la fine conclusiva, estatica. Per ottenere questo effetto stupefacente suonarono in sei persone lo stesso accordo con tre pianoforti contemporaneamente ed ispirarono un effetto elettronico inventato successivamente.

Calder diceva nell’ arte: “la simmetria e l’ordine non fanno una composizione. E’ l’accidente “apparente” nella regolarità, che l’artista controlla, e con il quale fa l’opera o la disfa.”

Con i suoi numeri, con il suo “disordine organizzato” , con la sua gioia fantasmagorica, psichedelica, questo brano è una vera e propria installazione d’arte moderna, che richiama lo stile di Calder.

Definita dai critici “la migliore della musica inglese”, “una delle più ambiziose, influenti, e sconcertanti opere nella storia della musica pop”, “un evento pop storico”, ed “ un’opera che resta fra le riflessioni artistiche più penetranti e innovative della sua epoca”. Secondo la rivista Rolling Stone la miglior canzone dei Beatles.

Il senso del titolo del brano A day in the life, appare alla fine evidente. In ogni giorno c’è un altro giorno, da non dimenticare mai e dopo averla ascoltata non resta che compiacersi di appartenere al genere umano.

Articolo pubblicato originariamente su arturosanninoblog.it e concesso ad Auralcrave per la ripubblicazione.