King of the Mountain: l’omaggio di Kate Bush a Elvis Presley

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Le folate di vento risuonano nelle stanze vuote, ma il fantasma della persona che ha vissuto in quelle stanze riecheggia e lo farà per l’eternità, soprattutto se il fantasma in questione è quello del re, Elvis Aaron Presley, e a soffiare su quel vento è lei…

Il 22 giugno uscirà al cinema Elvis, il biopic firmato Baz Luhrmann ed incentrato sulla figura del re per quello che sarà l’ennesimo omaggio al suo mito; da Neil Young a Ligabue non si contano i tributi alla sua figura, ma ce n’è uno in particolare di cui voglio parlarvi: King of the Mountain di Kate Bush.

Singolo apripista di Aerial, l’album che sancì il suo ritorno dopo un’assenza dalle scene durata dodici anni, King of the mountain è un omaggio sentito al re del rock and roll, ma anche al re della solitudine, data la fine della sua esistenza.

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Nel testo Kate se lo immagina a giocare sulla neve con la slitta “Rosabella”, la stessa di Charles Foster Kane di Quarto Potere, il film che rese immortale Orson Welles.

Kate non è nuova a citazioni colte, penso a Cloudbusting e Wuthering Heights, solo per citare due esempi, ma in King of the mountain, non si limita solo a quello, anzi, celebra il re ed il suo mito immaginandoselo a danzare sulla sua tomba. Inoltre s’immagina che alcune ragazze abbiano detto ai giornale di aspettare un figlio da lui.

Insomma, come detto in apertura del pezzo, il vento del suo mito continua a soffiare, e quando un altro mito come Kate Bush ci soffia sopra con grazia e delicatezza il risultato è garantito e per nulla scontato.

A tal proposito, non era scontato che il nome di Kate ritornasse al centro delle cronache musicali con Running up the hill, ma l’utilizzo del brano nella quarta stagione di Stranger Things è stato azzeccato e riuscito.

A differenza di Elvis è viva e vegeta, e nonostante le sue apparizioni siano sempre più sporadiche, il suo “spettro” che sia sulla collina, o sulla montagna a tener compagnia ad Elvis, è più presente che mai.