Veneciafrenia: la spiegazione e il finale del film

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Questo articolo rivela elementi importanti della trama e della spiegazione di Veneciafrenia di Alex de la Iglesia, svelandone il significato, gli eventi e le prospettive migliori per apprezzarne i pregi. Se ne suggerisce dunque la lettura solo ed esclusivamente dopo aver visto il film, e non prima, per evitare di perdervi il gusto della prima visione.

Veneciafrenia è un film horror del 2022, prodotto da Amazon Prime Video e diretto dal regista spagnolo Alex de la Iglesia. Il film ha un’ambientazione e una fotografia molto caratteristica, ambientato nella Venezia in pieno carnevale, con persone mascherate che, da classica tradizione thriller/horror, incutono sempre paura. La trama del film presenta alcuni punti che potrebbero essere difficili da capire: quest’articolo vuole offrire una spiegazione della trama del film e del finale.

La trama di Veneciafrenia

Siamo a Venezia, nei tempi moderni. Gli abitanti della città sono furiosi contro i turisti, colpevoli di venire in grande numero ogni anno, senza controllo, alimentando il trasporto delle grandi navi e il vandalismo sulla città. L’intera città è in subbuglio contro le navi che portano il turismo, e i cittadini sono esasperati perché nessuno vuole fare nulla per limitare l’afflusso turistico.

In questo contesto arrivano a Venezia cinque turisti spagnoli, per festeggiare insieme il matrimonio di Isa, che avrà luogo il giorno dopo. L’accoglienza è pessima per via delle proteste. Quella notte andranno in un party segreto, da cui faranno ritorno solo in quattro: José, il fratello di Isa, è scomparso.

Man mano che il film procede, e il gruppo entra in contatto con la polizia per trovare José, lo spettatore entra in contatto con alcuni personaggi oscuri: un omicida che uccide turisti senza pietà, mascherato con una maschera rosso sangue, un altro personaggio travestito da dottore della peste e una donna, sua moglie. Il dottore fa parte di un’organizzazione estesa tra molti cittadini veneziani, che ha un obiettivo ben preciso: combattere l’affluenza dei turisti seminando la paura. Il piano è di far girare la voce che a Venezia i turisti vengono rapiti, in modo da far crollare il turismo.

Il movente reale, le identità dei personaggi e il modo in cui portano a termine il piano ci porta al finale, che merita una spiegazione separata.

La spiegazione del finale di Veneciafrenia

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Il dottore è Ugo Lizardo, direttore di un istituto psichiatrico veneziano. È il padre di un giovane morto qualche mese prima durante gli scontri di protesta contro le grandi navi: il video della sua morte è quello che lui guarda sul suo portatile. Anche la moglie è ovviamente traumatizzata da quest’evento. Il movente dunque che li motiva nella lotta contro i turisti non è solo la città che affonda per colpa loro, ma anche il figlio morto nella lotta di protesta contro il turismo.

Il pazzo che uccide turisti vestito nella maschera rossa è Piero Lizardo, suo fratello gemello. È stato lo stesso Ugo a rilasciarlo dall’istituto psichiatrico. Piero è fuori controllo, ed ha iniziato a uccidere senza freni da qualche tempo. All’inizio il dottore Ugo vede la cosa come un problema, perché se le autorità vedono le loro proteste come un atto criminale non riceveranno ascolto. Invece la moglie lo convince che forse è questa la strada migliore: da criminali si può seminare la paura, e attraverso la paura potrebbero ottenere risultati più concreti che attraverso le proteste civili.

Ecco dunque la ragione del video che viene condiviso e reso virale alla fine del film: in quel video Piero, a volto scoperto, spiega perché i turisti rappresentano la peste dei giorni moderni, e dice esplicitamente che attraverso le loro azioni l’obiettivo è di seminare terrore, facendo sì che i turisti decidano spontaneamente di non venire più. Ovviamente così facendo diventano obiettivi facili per la polizia, ma non importa: avevano già in mente di suicidarsi subito dopo il video. La viralità del video significa che hanno ottenuto ciò che volevano, e ora marito e moglie decidono di uccidersi, evitando di continuare a vivere in una città che sprofonda, senza il loro figlio morto nella lotta.

Ispirato agli horror classici di tradizione italiana, il regista spagnolo confeziona un prodotto godibile e perfino realistico, dal momento che le proteste degli abitanti veneziani contro le grandi navi sono prese dalla cronaca reale.

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